INSONNIA


“BUONGIORNO ALLA NOTTE"

 Sul Tema dell’Insonnia: “Come rendere Riposante una Buona Notte” ! Ovvero come Ritrovare un Equilibrio Ottimale con la Sfera del Sonno.”

 Sono molte le persone che non hanno un buon rapporto con il sonno. I momenti in cui dovrebbero riposare diventano brevi e portatori di paura disagio impotenza. I motivi sono diversi e importanti: la competitività in ciò in cui si opera, talvolta le preoccupazioni per il futuro, immediato e non, la frustrazione per un presente diverso da quello che ci aspettavamo, le delusioni subite, la perdita di qualcosa o di qualcuno, tristezze, rabbie o paure inconsce, una decisione difficile da prendere, senso di fragilità nel lasciarsi andare, nel fidarsi o nell’affidarsi e molti molti altri possibili motivi. Ai propri colleghi, nel discorso di insediamento per la sua presidenza all’American Psichological Association nel 1998, Martin Seligmann, psicologo dell’Università della Pennsylvania, chiese di smetterla di occuparsi solo di disagio e malesseri e li esortò a studiare invece il lato solare della natura umana: l’ottimismo, il coraggio, la perseveranza e tutto ciò che fa fiorire le persone e rende la vita piena e soddisfacente, meritevole di essere vissuta! In effetti siamo portati molto più spesso a dare energia alle cose che non funzionano che a quelle che scorrono e che funzionano benissimo, siamo fatti così. Per questo poi capita di non essere disponibili al sonno, al ristorarsi con la pace a cui la notte sarebbe destinata! Se non hai motivi oggettivi per avere paura, sarebbe infatti geniale, per sdrammatizzare quello che proviamo, almeno ricordarci sempre che le notizie che leggiamo sui giornali non sono cose accadute, ma racconti di cose accadute. Quindi se siamo preoccupati e turbati per l’andamento di qualcosa in particolare che sembrerebbe aver spostato i limiti possiamo ripeterci che quei racconti su cose accadute che abbiamo visto o sentito, non sono quello che è accaduto. Effettivamente talvolta si direbbe che i modi scelti per farlo vogliano fare pensare che l’uomo sia l’errore più grande commesso da Dio. E basterebbe invece poco se nell’informare, i media, volessero porre l’accento sui risvolti meno negativi dei fatti invece che accendere ulteriori spirali di coni d’ombra sul buio della cosa disagevole oggettivamente accaduta. Se invece qualcosa di irreparabile è davvero accaduto nella tua vita, pensa che potrebbero esistere molte dimensioni dove la nostra vita ha fluidità, e che in una di quelle puoi rifugiarti perché quello che è accaduto lì potrebbe “non essere arrivato”. Concentriamoci sull’importanza di quell’oggi che volge al termine del suo passaggio. Noi al fine di riposare, vogliamo alla fine dell’esperienza di ogni giorno singolo vissuto, guardarlo come se volta per volta ci rendessimo conto di avere fatto delle cose grandiose! Lo vogliamo, al fine di riconoscere cose che potrebbero essere facilmente dimenticate, perché piccole, ma anche per sentirci soddisfatti e completi per avere fatto tutto, ma proprio tutto quello che potevamo fare. Pensa a te come a una “bella copia” di te stesso. Io, alla fine di questa giornata, ho fatto molto e proprio tutto quello che mi ripromettevo di fare. Ho fatto sedute in studio, telefoniche e anche su Skype. Ho aiutato le persone per ciò che è possibile, a guardare alle cose che le preoccupavano da un altro punto di vista, osservandole da un’altra angolazione. Ho aiutato coloro che progettano il modo di realizzare cose nuove a trovare la motivazione giusta per farlo, lavorando “sui cosa e sul come”. Nell’intervallo di pranzo ho risposto a chi chiamava telefonicamente per avere informazioni. Sono stato puntualmente in orario al termine di ogni appuntamento chiudendo le sedute per come era previsto e ciò mi ha messo nella condizione di accogliere ogni successiva persona che arrivava come se fossi stato là solo per lui/lei. Ho preparato una traccia per le sedute di domani e ho risposto alle molte mail che ricevo ogni giorno, quelle di riconoscimento, quelle di informazione e quelle di chi ha voglia di raccontarsi. Sono sicuro che anche tu hai fatto tutto quello che potevi e anche di più! Più tardi a casa, con Laura, abbiamo cenato e poi ci siamo ascoltati parlando e ci siamo anche ascoltati in silenzio. La sera è giunta, poi è trascorsa, non resta che prepararsi alla notte e spegnere l’alogena dell’Universo. Domani sarà un giorno troppo importante per entrarci come in un luogo qualsiasi. Quale potrebbe essere il modo migliore per farlo, se non quello che i bambini ci insegnano? Spesso, quando porto un gioco nuovo a uno dei miei nipotini, chiedo: «Dormirai con questo gioco nuovo?». Loro mi sorridono, stringono al petto i regali e annuiscono felici. Avete mai visto un bambino soddisfatto da tutti i giochi messi in scena durante la giornata, addormentarsi felice sorridendo beatamente con in mano un giocattolo nuovo appena ricevuto, pregustando quel domani che comincerà presto, dove potrà di nuovo divertirsi tutto il giorno?
OVVERO: Se svolgi con passione il lavoro che hai scelto, se sei contento di quello che hai posto intorno a te, se alla fine di ogni tua giornata ti puoi ritenere soddisfatto di tutto quello che sei riuscito a compiere, perché hai dato il meglio di tutto quello che potevi, puoi ammettere che ogni giorno può essere un buon giorno se lo vuoi, e predisporti a un riposo straordinariamente carico di buoni motivi per addormentarti in completa soddisfazione! Se vorrai rieducarti al riposo, se lo avrai deciso, se vorrai che si svolga così. E sera dopo sera potrai vivere dei momenti Sacri, che ti consentiranno di entrare nella notte con il giusto raccoglimento per prepararti a una sospensione ottimale e protetta che ti consenta di dare e ricevere il massimo, subito dormendo, ma anche nel corso del giorno dopo, perché ti sarai rilassato e rigenerato. Poiché per me questo è l’obiettivo, indipendentemente da chi parla di crisi economica e di valori esistenziali! Riposare in maniera completa per potere prendere e dare il massimo nell’arco della giornata che arriva , alla quale andremo incontro con il sorriso! Uno slogan alla Fiera Internazionale del mobile di Milano diceva: “Un letto è un posto per dormire”. E questa azienda, malgrado le difficoltà del settore, ha venduto 32.000 “posti per dormire” in un anno, ovvero 32.000 posti letto. Geniale, non banali letti, ma posti per dormire. Un letto è anche un posto per sognare, un luogo dove puoi costruire e mettere a fuoco i tuoi sogni, fabbricarli. Quindi prestiamo attenzione a far sì che il luogo in cui dormiremo possa essere quello ideale per noi. Magari riposizioneremo il letto fidandoci del nostro istinto nella posizione che riterremo più favorevole al raccoglimento e all’affidarci a Qualcosa che più grande di noi! Prova a considerare l’importanza di riuscire ad addormentarti coscientemente in pace, soddisfatto e possibilmente sorridendo! Sì perché quando sorridi, anche se tu mantenessi il sorriso artificiosamente e senza una vera ragione, il tuo corpo contatterebbe il rilascio di sostanze rilassanti che contribuiscono a un miglioramento dell’umore e dei parametri fisiologici, tra tutte, le endorfine. Ogni notte può precedere un giorno bello, ma anche il giorno più importante della tua vita se lo vorrai: è troppo per te considerare questo? Peccato, ma allora comincia ad abituarti a prepararsi a vivere almeno un giorno migliore di quello che è appena finito, e pensare di meritare almeno questo. Per provarci, comincia a considerare che fare più di quello che hai fatto non sarebbe stato possibile. Questo ti prepara a sentire una predisposizione ottimale al completamento della giornata: «Ho fatto tutto quello che potevo, forse non ho dato sempre il massimo oggi, ma ho fatto sempre il meglio di quello che era nelle mie possibilità momento per momento». Possiamo così prepararci e rendersi propensi al riposo, colmi di serenità per il quotidiano con il quale ci siamo confrontati. Grati poiché ci ha permesso di sperimentare nuove idee e strategie in direzione di quelli che sono gli obiettivi a noi cari. Cominciamo da lì allora, intanto un benvenuto alla sera! Una preparazione lenta nello spirito di un completamento e di un avvicinamento alla dimensione di un riposo consapevole. Com’è andata? È stato un giorno buono? Di quanto ci siamo avvicinati alla realizzazione del nostro sogno? E anche se la tua giornata fosse stata difficile e tu avessi dovuto scalare una montagna ripida di rovi e di dolore, ecco che comunque arrivi ora, se lo vuoi, su un prato verde fresco di rugiada, dove puoi camminare a piedi nudi. Un tappeto d’erba bonificato per te, sicuro e accogliente: la tua casa.
OVVERO: Quello che non ha funzionato è passato. Se lo vuoi guardare sta dietro di te, ma devi voltarti per vederlo ancora, poiché è passato veramente; forse senti che, oggettivamente, anche domani sarà così e le cose non funzioneranno ancora, perché non c’è il tempo materiale per cambiare e fare qualcosa di più efficace o perché quello che sta accadendo non tiene conto di quello che tu puoi fare per rimediare e per riscattarti. Forse semplicemente detesti quel lavoro. Quindi, se anche domani avrai davanti le stesse ripide salite e identiche difficoltà, ti chiedo: ma perché non ti prepari a darti la possibilità di fare qualcosa d’altro prossimamente? Ti manca così tanto soffrire, al punto che ti sei attirato un modo che te lo garantisca ogni giorno? Non sarebbe meglio togliersi le scarpe e camminare in questo nuovo suolo accogliente, sicuro e privo di ostacoli preparato per te?
ESERCIZIO: Se dobbiamo ammettere che un sogno non l’abbiamo in questo momento, che non c’è nessun bersaglio da colpire, che cosa ci impedirebbe di metterne a fuoco uno? Di crearne uno, bello, grande, unico, da perseguire con passione? Non ti piacerebbe? Sì? Ci proverai? Fantastico, crea un “bersaglio da colpire”, qualcosa che ti piacerà fare/ottenere prossimamente! Cambia la posizione del letto e l’aria alla tua camera prima di andare a dormire!
Tiberio Faraci


SECONDA Suggestione: 
Comincia a programmare un luogo migliore dove poter vivere e conseguentemente all’operare, dove poter riposare, te lo meriti! Certo, lo capisco, non potrai farlo certo da un momento all’altro, forse ci sarà bisogno di acquisire nuove competenze, magari di iscriverti a un corso e superare un esame, ma tu puoi farlo, certo che sì e forse il momento è ora!
Inizia da questa consapevolezza di meritare qualcosa d’altro e vedi quello che puoi migliorare già da domani. I risultati saranno ciò che un tempo avresti definito straordinari.
Già allora in certe rare occasioni avevi sperimentato questa possibile connessione, ma ora che ti sei ricordato di quello che ti sembrava ormai ineluttabile e l’hai risolto, sai che questo potrebbe avvenire anche giornalmente.
Quello che non funziona non è quasi mai così inamovibile e riguardo quello che accade, possiamo sempre fare molto per migliorare la nostra vita, a volte possiamo fare davvero ancora tutto. Perché non avevamo neppure provato, a cambiare! Al posto di noi stessi e delle nostre percezioni, preferivamo ascoltare qualsiasi rumore. Ora invece diamo importanza alle cose che hanno importanza, ovvero riconosciamo l’inutilità di ciò che importante non è! Ti prometto che l’Universo ha intenzione di darti di più, ma per farlo ha bisogno delle tue promesse: Che tu sia pronto ad ascoltarti, che tu abbia intenzione di rispettarti. E cominciamo a farlo da qui, con un augurio sincero a noi stessi, un “abbandonarsi alla notte” pieni di riconoscimento per queste ore piene che abbiamo appena vissuto e per tutte le occasioni che ci sono state fornite oggi per la nostra evoluzione. E lo faremo pieni di gratitudine per il giorno che dovremo incontrare domani, magari con più consapevolezza delle nostre possibilità e possibilmente con maggiore amorevolezza per noi stessi, per i nostri cari, per gli altri e nei confronti del pianeta stesso.
Così amabili e tranquilli, convinti che di notte, meritiamo un periodo di assoluta quiete che ci viene concessa proprio in virtù di quanto dato! E una specie di “incantamento”, sarà il risultato che otterrai. Io (dì il tuo nome) sono capace, forte e affidabile, efficace, potente e creativo! Sii cosciente che quello di cui stiamo parlando è veramente la tua meravigliosa occasione di vita. “Com’è triste che la vita umana, preziosa come un diamante, sia trattata come un soldo consumato e senza valore!”.
Non perdere altro tempo! Tutto è ancora assolutamente raggiungibile.
Chi ultimamente aveva deciso che ormai si trattava di un sogno irrealizzabile eri solo tu!
OVVERO: Usa i tuoi talenti, credi in te, diventa la tua vera fede. Investi su di te e su ciò che sai fare meglio.
Torna al bivio dove avevi perso il cammino e stupisci tutti. Se lo farai andrai a far parte di quella minoranza del pianeta composta dalle persone che vivono costruendo i loro sogni e dormirai sorridendo, come un’aquila che cercava il cielo mentre ora è lì che vive. La felicità è proprio lì che abita, può anche essere un “download” veloce se te lo concedi, così ti sembrerà di cavalcare il mondo, mentre sentirai una mandria di cavalli liberi al galoppo nel cuore!
La tua giornata diventerà una meravigliosa caccia al tesoro e se uscirai attento a vivere pienamente momento per momento, il tuo sorriso sarà così luminoso da confondere i girasoli! Vivrai! Vivrai alla grande: primavera, estate, autunno, inverno, credi anche che ci sia una quinta stagione, una decisa per te con il clima che preferisci, quella che amerai di più, dalle un nome, prendila con te accoglila nel tuo cuore e impara a viverla e frequentare quanto più spesso puoi.
Se vuoi chiamala “fiducia nella vita”.
Basta portare croci su di te, non te lo domanda nessuno. Uno dei sentimenti che potremmo rafforzare per avvicinarci a qualcosa che assomigli alla felicità è quello di riempire di riconoscenza il momento che stiamo vivendo, qualunque esso sia, per il suo insegnamento, e questo sarebbe ancora più proficuo se riuscissimo a farlo la sera prima di addormentarci.
Ancora più grande sarebbe apprezzare, ringraziare e compiacersi per tutto quello che abbiamo avuto a disposizione e forse ottenuto in quel giorno. Anche e soprattutto per quello che ci sembra scontato e normale.
Questo predisporrebbe a placare le attivazioni contattate e a predisporsi al momento del ristoro che attraverso il sonno possiamo raggiungere! Niente è scontato e in tutto quello che la parte ombra trovasse banale, ci possono invece essere doni preziosi che la sua non considerazione porta poi a sottovalutare, e magari il suo scopo è proprio che tu possa arrivare a fidarti di lei e che, non rilevandoli, li elimini a suo vantaggio, per sabotare il tuo operato, magari giusto e a un passo dal raccolto.
Tutto è straordinario e se tu lo guardassi con altri occhi sarebbe facile apprezzare quello che abbiamo, se solo ci sforzassimo di vederlo con occhi riconoscenti! Ho ascoltato un’anziana signora dell’Aquila che dopo il terremoto ha confessato: «Non avrei mai pensato di vedere il mio pianoforte senza gambe, i miei amati libri (tanti) cadere uno dopo l’altro, la mia biancheria con i merletti profanata dai calcinacci...». Impariamo ad apprezzare quello che abbiamo, poiché molte persone hanno perso tutto in un attimo e solo dopo averlo perso hanno capito quanto avessero e il valore di quello che possedevano. Noi siamo campioni del mondo nell’attività del sottovalutare. Lo facciamo principalmente con noi stessi, ma esercitiamo volentieri questa attività anche nelle nostre relazioni, di qualsiasi tipo esse siano, anche la persona che abbiamo vicino svalutiamo.
Spesso banalizziamo, diamo per scontato tutto quello che viene dato con amore perché abbiamo paura dell’amore.
Guardiamo con altri occhi a tutto quello che possiamo e tutto cambierà! Lo faremo nella misura in cui saremo capaci di provare a farlo e soprattutto a crederci. Immediatamente la nostra vita diventerà eccellente e soprattutto noi saremo migliori, cominceremo così in maniera consequenziale a riprendere (o cominciare) a dare il meglio. Proprio attraverso la percezione che tutte quelle cose, essendo semplici, non sembravano aver valore, eri arrivata/o a non essere più contenta/o di te.
Alcune sono invece così importanti da non essere neppure concepite come rinunciabili, ma si danno per scontate, ed è tutto. Noi tendenzialmente ci lasciamo defraudare dalla parte oscura il piacere delle cose più importanti che viviamo e che abbiamo conquistato, così, essendoci abituati, le sminuiamo.
Vuoi scoprire come andrà a finire questa giornata? Dormirai!
Ma intanto continua a viverla intensamente con passione e andrà tutto benissimo. Se lo avrai fatto, ora decidi come vuoi che vada anche la tua giornata domani. La vivrai altrettanto intensamente e con la stessa passione e con lo stesso amore?
Io Tiberio e io (dì il tuo nome) trasformeremo la giornata di domani in una di quelle giornate da ricordare! Magari in futuro ci saranno occasioni per ricordare e celebrare ciò che di grande riusciremo a compiere insieme nel tempo della giornata di domani.
La dovremmo rendere unica e speciale, come una di quelle in cui ti nasce un amore, questo è una buona motivazione per riposare bene stanotte, no? Proviamoci, mettiamoci tutta la nostra energia e se anche non dovesse risultare necessariamente fantastica, se avremo riposato bene, migliore di ieri lo sarà sicuramente se lo vorremo e se ci confronteremo con le sue sorprese in un modo creativo e consapevole con un atteggiamento aperto e non prevenuto.
Lo faremo come qualcuno che si aspetta premi e non multe o imprevisti sgradevoli. Oggi è una bella giornata e ce ne saranno sempre di più, metaforicamente e non. Prova almeno a vivere una settimana senza lamentarti, senza dare energia alle tue preoccupazioni, saresti sorpreso di vedere le trasformazioni che ciò ti porterebbe. Rimanda tutte le decisioni alla settimana prossima. Come farlo? Come fare in modo che tutto questo diventi possibile, reale, incredibilmente incisivo e concreto?
Se vogliamo che le cose si realizzino prima dobbiamo “imparare a pensarle”.
OVVERO: Dai miei lavori e da molti altri libri e fonti varie, hai appreso e capito tutto riguardo il pensiero creatore e la legge dell’attrazione. Io ricevo giornalmente straordinarie conferme a queste mie teorie. A riprova di ciò, seguite attentamente questo esempio: in Un Cammino per Diventare Angeli, parlando di Innamorati di te, scrivevo che, dopo essere stato primo in classifica in Italia (del suo settore) per mesi, a distanza di tre anni figurava ancora nei “Top 100” dei libri più venduti dal Giardino dei Libri. Durante l’anno in cui ho scritto il Cammino, Innamorati di Te era uscito dalla classifica e per una serie di coincidenze l’affermazione che invece ne testimoniava la presenza in classifica non venne per mia responsabilità e per dimenticanze varie rettificata. Nei primi giorni seguenti la distribuzione del libro nuovo provai a controllare la classifica dei Top 100 per verificare se vi fosse entrato. Non c’era, ma la sorpresa fu grande nel vedere che Innamorati di Te era rientrato, così l’Universo aveva voluto che quello che io avevo scritto divenisse di nuovo realtà. Ma non è tutto! La settimana scorsa, un giorno mentre guidavo, mi è venuto in mente che in questo che state leggendo avrei voluto parlare dell’esempio che ho appena fatto e allora per ricordarmene ho scritto in un block notes che tengo sempre con me: “Innamorati di Te in classifica”. Bene, la settimana scorsa Innamorati di Te è stato distribuito di nuovo nelle librerie in edizione economica insieme a Ricomincia da Te e in questi giorni sono stato informato che l’edizione pocket di Innamorati di Te a distanza di tre giorni dalla distribuzione è trentunesimo in classifica. Vedete, amici? Il pensiero crea, ma il pensiero scritto si accende di un’energia tale che non passa mai inosservata agli occhi dell’Universo!
Non è meraviglioso? Non avere paura di questo tuo potere cedendolo ad altri, fanne buon uso: l’Universo è per te!
Se ti abituerai a pensare che non hai nessun problema con il sonno, i tuoi problemi si risolveranno! E durante i tuoi sogni tu potrai aggiustare i tuoi pensieri riguardo i tuoi obiettivi, non c’è un momento migliore! E se hai il potere di decidere tutto questo solo aggiustando i tuoi pensieri al riguardo, per quale motivo dovresti continuare a decidere di non dormire?
ESERCIZIO: Prima di addormentarti prova a guardare a tutto quello che hai fatto oggi, tutto ciò che ti ha dato soddisfazione (anche cose piccole). Dieci cose (otto almeno) Se qualcosa non ha funzionato guarda al tuo comportamento con magnanimità e tenerezza. Proibito giudicarti negativamente, proibito entrare nelle paure che possono conseguire da quanto avvenuto di eventualmente negativo. Di nuovo torna a quello che di positivo hai visto o hai fatto. Pensa a quello che vorresti si realizzi nel tuo prossimo futuro, sorridi e addormentati!
Grazie Vita!
Tiberio Faraci


TERZA Suggestione: Cambiare tutto è possibile e soprattutto, grazie a Dio, è sem- pre possibile cambiare in meglio in un modo o in un altro, anche quando questo appare improbabile. Diveniamo sempre quello che vogliamo, attingendo alle possibilità e ai talenti che ci sono stati affidati e che abbiamo attirato e affinato. Fare riferimento il più frequentemente possibile ai pensieri più elevati è un po’ come faresti per attraversare un torrente senza volerti bagnare i piedi. Saresti costretto a scegliere bene i sassi sui quali saltare, valutando prima se possono sostenerti oppure no. Ora si tratta di essere silenzioso ed entrare in un luogo Sacro dove tutto è predisposto al tuo riposo! Ci sono persone malate che semplicemente guariscono quando incontrano un medico amorevole che le guarda negli occhi e dice loro: «Lei ce la può fare, lo sa? Molti che avevano il suo problema ce l’hanno fatta!». Così, “aggrappàti” a quelle

parole, sono riusciti a invertire tutte le certezze di distruzione che erano riusciti ad attrarre fino a quel momento! Eppure sembravano conoscere tutto di quel nemico che aveva preso a comandare la loro vita così da volersene impossessare. Tu puoi dormire in un modo stravolgente, il tuo sonno può divenire il più magico che ci sia! Sì, è da dentro di noi che la luce deve venire per diffondersi poi intorno. Si accende con il perdono, con i pensieri elevati, con la gratitudine... e poi con cosa? Aggiungi tu altri modi... sono sicuro che ne troverai! Insegnami come farti felice, non è una domanda da porre solo alla persona che ami, ma anche a te stesso. Molti si accontentano di fare qualcosa nella vita, noi no, noi vogliamo fare la differenza, ricordi? Una vera differenza sostanziale, apparentemente, la possono fare in pochi, ma tu la puoi fare se ti convincerai che vuoi essere tra quelli che ci riusciranno! Noi dormiremo la notte e avremo successo di giorno! Così la nostra Intelligenza Superiore non permetterà mai che rimaniamo soli in una situazione più grande di noi ne di notte ne di giorno! Che noi ci crediamo o no, che noi comunichiamo o no con Lei, Lei si occuperà di noi! Per sostituire i pensieri negativi devi attingere ai risultati che già hai avuto, ma soprattutto devi sintonizzarti con i risultati che avrai, con le vittorie che raggiungerai, con i risultati che vorrai avere. Non conta quante vittorie hai avuto, ma quante ne vorrai avere la prossima volta che visiterai questo concetto, devi volerne moltissime per averne molte e poi riposare. Non intristirti se a volte senti la grandezza del vuoto, quel vortice che sembra volerti per sé, quella voragine che a volte nemmeno esiste perché non c’è, la vedi solo tu al fine di sentirti incompleto, sfortunato, incapace di riuscire. A volte senti di essere inadeguato per diventare quello che fa veramente la differenza, e invece la differenza la fai sempre, attraverso ciò che pensi, che attrai, che scegli e, anche se non ami questa immagine, che decidi, o tramite la negazione di ognuno o qualcuno di questi concetti, che sceglierai di non prendere in considerazione. Ciò in relazione a cui non ti riconoscerai il potere di agire. Talvolta, quando stiamo male e ci lamentiamo, è proprio la parte peggiore di noi che piagnucola disperata perché ti vede mentre stai per farcela e non sopporta l’idea di dovere rinunciare a divertirsi con i limiti che, prima con facilità, ti convinceva ti appartenessero! Allora ti comunicherà la sensazione di non avere un posto nel mondo, mentre dentro di te lo senti che invece c’è posto per tutti. Così costruiamo i nostri giorni. La storia non è soltanto il passato, la storia accade tutti i giorni, ne siamo noi gli artefici, soprattutto se si parla della nostra: ma quanto grande sarebbe considerare e tenere conto che la nostra storia non è stata ancora scritta del tutto. Una biografia completa della nostra storia non è stata ancora terminata perché le nostre opere sono naturalmente in divenire. Noi faremo in modo che un giorno quando sarai vecchio, tu potrai dire a te stesso, tra le tante cose piacevoli ho sempre fatto anche delle grandi ed appaganti magiche dormite!

OVVERO: Quello che dobbiamo raggiungere è la soddisfazione e l’appagamento e l’accettazione per quello che siamo!

Non dobbiamo distrarci, il pilota di un aereo non si lascia certo influenzare dalla simpatia o dall’avvenenza o della notorietà di chi sta trasportando, al contrario deve avere un rapporto diretto con la prestanza e la confidenza con il mezzo, con i vari aspetti e parti della macchina, carburante, liquidi, pressioni. La vigilanza sulle nostre competenze non deve mai venire meno. Mai dobbiamo perdere di vista gli obiettivi, tenendo contemporaneamente lo sguardo su una visione di insieme e subito dopo lasciare andare le tensioni accumulate in questi intenti e abbandonarci al riposo. Solo gli incapaci diventano meticolosamente attivi su aspetti singoli, non sapendo occuparsi

dell’insieme si fissano su un solo punto senza accorgersi che molti altri aspetti si stanno deteriorando, talvolta irrimediabilmente. Si dice che il 95% degli insuccessi li attiriamo frequentando persone inadatte a quel risultato, che piano piano ci convincono che non siamo adatti per realizzare quello che avevamo in mente e così, per uniformarci alla loro accettazione, finiamo per non crederci più neppure noi e ci arrendiamo senza sapere di averlo fatto.

Così, grazie a noi, ci siamo liberati e abbiamo ritrovato la serenità! Prova a dirlo spesso, accettando che davvero sia così anche per te. Se lo farai, inizierà qui una storia d’amore con te stesso, la migliore, la più appagante, la più bella tra tutte quelle che già hai vissuto, quella definitiva, da cui mai vorresti uscire, un concetto che alla sera ti farà entrare in una condizione di appagamento che predispone al premio...:il tuo riposo! Noi ci vogliamo, ci pensiamo, ci rendiamo liberi. Agisci subito in quel senso. Fallo subito, stasera, non domani: perché domani diventa domani ancora e domani ancora diventa “prima o poi” e poi diventa “un giorno” e un giorno diventa probabilmente mai! Non lasciare le tue opere incomplete! Guardati intorno, vedi quanta abbondanza? Sorridi. Vedi il tramonto e chiedi all’Universo: «Hai dipinto?». Sì, intendo questo per “guardati intorno”. Usa la tua fantasia, altro che giro in bicicletta, sdraiati su quel grande sasso e percorri una strada qualsiasi del cielo, resta lì, a fare slalom tra le nuvole che stanno sorridendo di te, a cavallo di un unicorno alato, puoi farlo! Poi rilassati. Oppure, corri libero a piedi nudi su quel prato fiorito, e non ti preoccupare, ai fiori piace giocare con te! Io (dì il tuo nome) mi amo indipendentemente da chi mi ama e da quanto vengo amato. Per raggiungere questo obiettivo crea ora un elenco di priorità e un percorso per avvicinarti in maniera sicura a esso. Chi può vincere finalmente sei tu! Chi vincerà questa volta sei tu! Dopo ti rilasserai, da vincente. Abbiamo vissuto ogni attimo intensamente e momento per momento abbiamo tessuto ogni minuto della nostra vita fino a qui, è così! Tanti i momenti in cui avresti potuto ritrovarti, ma mancava sempre qualcosa per farlo, paura, pudore? Come quando quell’aereo non era partito e tu che non potevi avvisare nessuno ti sei ritrovato come in “una bolla di tempo al di fuori del tempo”. Diversi i motivi, ma mai ti sei avvicinato veramente a te stesso come potresti ora. Prova a collocarti in una dimensione di fiducia nei confronti dell’Universo, dove ti affidi alle forze buone e dove osservi tutto fuori dall’esterno del labirinto che avevi creato e attendi confidando in Dio. Per un giorno ascolta interiormente te stesso e basta! Disdici ogni impegno, hai un accordo con te stesso, anzi lo vuoi avere! Io Tiberio posso essere dove voglio... e anche tu! Ti ricordi quando un tempo ci faceva stare bene anche solo essere su un’altalena? Ora puoi impegnarti a raggiungere un equilibrio nuovo che si può anche chiamare speranza, se non hai ancora un obiettivo importante, la speranza di cambiare, potrebbe essere il nome del tuo nuovo obiettivo! Se ne vuoi uno di più specifico, avanti, non aspettava che te! Siamo convinti ancora stupidamente che gli altri ci impediscono di realizzarci e ci prepariamo ad aspettare che possano cambiare idea? Se proprio vuoi farlo, ci salutiamo qui, io voglio andare davvero a vedere che cosa c’è più avanti. Se invece vuoi proseguire, sei ancora in tempo, dove sono io ci sarà sempre un posto anche per te! Questo pensiero forse non ti cambierà la vita ma certamente potrebbe cambiartela se tu lo volessi considerare davvero! Ora rilassati ed entra nel mondo tranquillo e accogliente della notte.

OVVERO: Con il senno di poi è relativamente facile rivedere quegli eventi difficili con la consapevolezza di chi sa che hanno portato anche

dei cambiamenti che si sono rivelati positivi, una volta superata l’urgenza del doversi adattare a quanto accaduto. In seguito, fatto questo, occorre prendere decisioni nuove e positive a cui attenersi in relazione all’accaduto. Lascia andare tutto quello che non sceglieresti più, libera ciò che non ha funzionato, se mantieni anche “quei pezzi difettati” non funzionerà ancora, non puoi riprovare perché ti confonderesti! Non dare più energia alla mancanza di qualcosa ma infondila a “come ti sentirai quando avrai quel qualcosa che ora sembra mancarti”. Per comprendere cosa fai, occorre vedere come ti avverti nel farlo; se stai bene stai dando energia a come sarà e quindi alla regola dell’attrazione di ciò che desideri realizzare, se non è così stai sponsorizzando il vuoto di quella cosa e stai facendo un grande favore alla parte peggiore di te, che desidera che tu non l’ottenga. Madre Teresa di Calcutta diceva: “Io non vado a manifestare contro la guerra, ma a favore della pace”. E lei ci ha insegnato una santità normale, accessibile anche a noi, la santità dell’operaio, del poliziotto, del tubista, del carpentiere in ferro, quello che possiamo, sappiamo, vogliamo dare. Stai sereno ora riposa.

ESERCIZIO: Noi abbiamo sempre la possibilità di sostituire un’eventuale influenza inconscia negativa con una decisione cosciente positiva e possiamo farlo in ogni momento, “rinnovando” gli episodi “chiave” negativi della vita vissuta. Si inizia con il ricordare qualcosa che è accaduto in passato e che ti aveva creato disagio. Con il contattare le emozioni che avevi “sentito” in quella situazione che non possiamo più cambiare, le decisioni che ne sono nate e le conseguenze che queste scelte hanno comportato con la loro adozione. In seguito si guarda a quegli episodi con gli occhi che abbiamo oggi, pensando a una nuova rivalutazione di quanto accaduto, dove noi siamo in pace e nell’accettazione!

Tiberio Faraci


QUARTA Suggestione: Al mattino, essere come non sei mai stato finora potrebbe forse essere riassunto in: “Sono pronto”. E domani, tra vent'anni, potresti ricordare questo momento come il primo della tua vita nuova! Non iniziare la tua giornata pensando:” Non ho dormito, sarà un giorno terribile”- ma pensa: “Non ho dormito continuativamente ma mi sono riposato quanto basta per avere una giornata sorprendente”! Così, tutto cambiato in meglio nello spazio di un sogno. Perché hai sognato, quindi hai ottenuto quello che volevi! Molti insonni non si concedono neppure di ammettere che hanno dormito! La loro percezione è non ho dormito per niente, mentre spesso solo in certi momenti erano realmente svegli! Considerare questo aiuterebbe a risolvere! Prova a ripetere e a scrivere quanto più tu possa e ogni sera prima di andare a letto: “Ci sono dei momenti in cui non dormo, ma il mio rapporto con il sonno è soddisfacente!” Alleati con te stesso, ora sai bene come si distingue una persona dalle sue ombre e dal suo valore. A volte sembriamo anestetizzati e non ci accorgiamo nemmeno di quello che abbiamo in mano. Siamo liberi più di quanto ci autorizziamo a credere? Credo di sì! Siamo abituati a presentarci come se la nostra vita fosse peggiore di

quella che è, come se fossimo più impegnati, meno accolti, meno compresi, più soli di quanto non siamo? Sì spesso è così! Smettiamola di fare le vittime e di lamentarci, almeno inizialmente, per quello che possiamo risolvere da soli! Ora io so che posso scegliere se dare di più di quello che ho ricevuto, se dare le stesse cose o darne meno. Io ho scelto di dare tutto incondizionatamente, per questo accetto la mia innocenza anche per ciò che ho fatto male, anche per quello che ha fatto male. Tu cosa stai dando?

Il perdono è un tema così importante da potere essere paragonato alla creazione stessa, in quanto permette di creare da subito un mondo altro per te: il tuo mondo nuovo di PACE, scelto da te e creato da te. Scelto perché non ne avresti avuto la chiave d’accesso se ti fossi arreso al non perdono. Creato perché questi pensieri nuovi, privi di sensi di colpa e di giudizio, genereranno per te velocissimamente opportunità affettive, economiche e forse anche uno stato di salute nuovo... È un tema controverso quello del perdono, più si ha difficoltà a comprenderne l’importanza più ne avremmo bisogno. Troppa gente addirittu- ra accetta di ammalarsi per non perdonare e per non scegliere e così accetterà anche di stare malissimo al fine di essere in questo modo risparmiata dall’essere spinta a prendere una decisione netta. La malattia non è un alternativa da scegliere se la tua vita non ti piace! Noi abbiamo potere sulla malattia, un importante modo per vincerla sarebbe migliorare la nostra qualità di vita. Ma qui la parte ombra ci confonde e cambia questa possibilità in vantaggio paradossale, “Se non guarisci, allora sì che potrai lavorare meno e vivere finalmente meglio?”. Un giorno una ragazza molto consapevole, guarita dopo operazioni molto importanti da una malattia fortemente invalidante alla quale si era comunque opposta con tenacia, raccontandomi di sé, mi diceva che a un certo momento non ne poteva talmente più di andare a scuola, al punto di farne... si fermò! «Al punto di farne una malattia?» chiesi io? «Sì, al punto di farne una malattia!», disse lei. Il vantaggio paradossale è che se ci si ammala, nessuno si aspetterà più da noi che si prendano decisioni, si sarà anzi autorizzati a restare immobili e rispettati anche se si scegliesse la via dell’ar- rendersi e lasciarsi andare per sempre. Ora se vuoi, ma solo se lo vorrai veramente nel tuo cuore, puoi dare inizio a un processo inverso e mettere in moto qualcosa che da subito potrà farti ritrovare. Il fine è più genericamente autorizzarti ad avere di più, ma anche semplicemente una vita migliore, dove le cose magari scorrano con più facilità, dove puoi anche addormentarti senza che nessuno ti possa prendere qualcosa. Il perdono a se stessi è il primo passo. Se non siamo disposti a farlo, non saremo nemmeno disposti ad accedere alle nostre responsabilità. Se non sentiamo il bisogno di lasciare andare quello che abbiamo sbagliato, prenderci le responsabilità, il farlo apparirà rischioso e quindi da evitare. L’assurdo è che così sentirai lo stesso male di quando sei stato ferito, gli stessi sentimenti devastanti, il medesimo dolore e l’illusione è che, essendo ancora lì, tu possa fare qualcosa per impedire che ciò che non si è rivelato buono per te accada. Paradossalmente, proprio gli stessi elementi con cui la parte peggiore ti ricatta e ti minaccia di fare accadere ancora le stesse cose , se perdonerai chi ti ha ferito. Ma una parte di te lo sa che è una vana illusione e in fondo anche tu lo sai. Se ci fosse un’amnistia retroattiva con la certezza quindi che tutti i peccati fossero rimessi, tutti avrebbero una grande facilità ad ammettere e confessare le loro mancanze, poiché non ci sarebbe redenzione da attuare, ogni cosa sarebbe più facile. E ricordiamo che comunque il perdono è sempre retroattivo, riguarda sempre qualcosa che è già accaduto, che si è già compiuto. Non ci sono amnistie però, ma resta la scelta di perdonare o non farlo. Nei fatti è già così, ci sono addirittura

persone che pur essendo credenti non si perdonano qualcosa che hanno fatto o non fatto nel passato. Il Signore le ha perdonate, ma loro si sostituiscono a Dio e si dicono ancora colpevoli. Magari sono anche religiose e così si fanno carico di un ulteriore peccato di arroganza. Perché nel non accettare la redenzione offerta si mettono al posto di Dio, accettando un giudizio che è più rigido e severo del Suo. Convinti che la redenzione sia impossibile, che l’errore commesso sia ormai imperdonabile, che la condanna emessa vada scontata fino all’ultimo dei propri giorni (esattamente questo è il sogno segreto dell’ego, sostituirsi a Dio e sacrificare quanto più possibile sull’altare della paura). Io sono innocente! Ripetilo ogni sera mentre bevi quella tisana conciliatrice del sonno che avrai preso l’abitudine di prepararti! Non rendendosi neppure conto di quanto queste autoflagellazioni e questi giudizi negativi potrebbero “condannare” e forse anche addirittura offendere Dio e farlo sentire impotente, incapace di aiutarci! Il non perdono rappresenta una forza enorme per la nostra parte ombra. Ci siamo sbagliati così tanto tempo fa, che quell’errore non avrebbe più alcun senso, a parte la tua decisione di non perdonarti ancora. Ma tutto ha fatto sì che quel giorno sia arrivato e che sia proprio oggi!

OVVERO: Chi è nell’errore deve correggersi, vedete un’alternativa? Se accetterai di essere in grado di saperti “riformare” prima di ripartire, ecco che accoglierai quello che sei diventato. Non sei così male, no? E comunque, anche se ti senti così, se decidi che ti apprezzi, se verifichi che la tua situazione sarà messa in sicurezza, non potrai scivolare più in basso, non più. In realtà quello che non sappiamo scegliere si riduce a una sola scelta: mi perdono o no? Perdono o no? Perdono quella persona o no? Perdono me stesso oppure no? Non riuscendo ad assolvere gli altri, le persone proiettano questa incapacità di indulgenza verso se stesse, diventano rigide su ogni cosa che guardano e si giudicano negativamente disapprovandosi, una cosa deleteria che porta sempre baluginanti tempeste nel nostro cuore. “L’opzione risposta Sì” (alla domanda “Lascio andare o no quello che di negativo è accaduto?”), se fosse contemplata e applicata, aprirebbe le porte del tuo mondo nuovo e dei cambiamenti che tanto hai chiesto per la tua vita e la notte dormiresti. “L’opzione No” richiude tutte le porte, certo non per sempre, prima o poi ti sarà fornita un’altra opportunità, ma quando? Sarai sufficientemente giovane, forte, motivato, poi, per trarre i vantaggi che questa occasione ti fornirebbe oggi?

Se noi decidessimo di salvare dal nostro passato solo ciò che ha funzionato e ciò che ci ha portato del bene, ecco che di perdonare non ce ne sarebbe più bisogno, perché l’avremmo già fatto. Avremmo scelto di rinunciare solo a quello che nel passato non si è mosso a nostro favore e lo avremmo lasciato andare e questo io lo chiamo perdonare. Non riuscirci, non lasciare andare, al contrario, significa provare risentimento verso qualcuno o verso noi stessi e non riuscire per questo a cambiare in meglio. Molti sono spesso assorti in dolori del passato che continuano così a “ruminare” tristemente il presente. Risentito, che vuol dire? Vuol dire provare ancora quel dolore, sentirlo ancora, accogliere di nuovo quel senso di frustrazione e di sgomento e questo all’infinito, fino a quando non vorrai lasciare andare questa spirale di insoddisfazione. Diventa risentito per qualcosa di bello che hai vissuto, Risenti quello che è stato in un momento apposito che avrai creato nella tua serata! Fino a quando non vorrai smettere di placare la tua sete a questa fonte contaminata e avvelenata dai sentimenti peggiori che tu possa contattare dentro di te? Risentimento vorrebbe dire che non ti sei piaciuto e, non contento, vuoi continuare a non piacerti. Il risentimento è la replica di qualcosa che non ha funzionato e che la parte peggiore di te tiene a farti risentire, a riproporti possibilmente per sempre. Fino a quando lo permetterai? Al contrario, guarire di perdono, che cosa può significare? Significa che, se ti liberi dalla rivisitazione di quei ricordi negativi e liberi quelle persone “implicate” dal processo giornaliero a cui le sottoponi nel tuo tribunale interiore, dove il pubblico ministero altro non è se non il tuo vittimismo, ti offrirai meravigliose possibilità nuove. Ed ecco che la loro storia risanata entra dentro, si riflette in questo perdono che riguarda la tua storia risolta. Il tuo problema è perdonarti per quello che non hai fatto piuttosto che per quello che hai fatto? Non esagerare con le difficoltà che attiri quindi, accontentati di quelle che superi agevolmente, ma intanto certo nessuno ti vieta di prepararti contemporaneamente per prove più interessanti, per acquisire le competenze che ti possano permettere di elevare la tua posizione! Il gioco spesso è lo stesso che fanno gli altri, ma ognuno sceglie a che livello di difficoltà esprimersi... decidi intanto se vuoi vincere o perdere! E anche quanti imprevisti vuoi incontrare, quante difficoltà prenoti all’Universo. In realtà è quello che fai già e se pensi a te come a uno che non ce la può fare, se vuoi vincere è imperativo che tu cambi idea. Perdere frequentemente è una manifestazione di autolesionismo che una persona infligge a se stessa per punirsi, e anche scegliere di non dormire lo è. Anche il dolore che i violenti sopraffattori impongono alle loro vittime, spesso è lo stesso che esiste dentro di loro, la sofferenza che creano serve a portare le loro vittime allo stesso loro stadio di perdizione: vogliono condurli al loro livello per interagire ma basterebbe interrompere questa catena per renderla evidente e spiegarne loro l’inutilità. Perdonati! Il rosario usato da un veggente non ha poteri miracolosi, perché la differenza la fa il cuore di chi prega, come uno strumento qualsiasi nelle mani del virtuoso diventa incredibilmente efficace, o la palla ai piedi del campione di calcio diventa parte del suo essere un campione, sei tu che determini la peculiarità della tua esistenza attraverso la qualità dei tuoi pensieri. Quindi, quando la tua parte peggiore ti dirà: “Se perdoni ti capiterà ancora”, sappi invece che, al contrario, perdonare allontana la possibilità che questo accada, mentre proprio non farlo ne supplica il ripetersi!

OVVERO: Noi crediamo a questa ipnosi, accade un po’ come quando andiamo al cinema, la nostra mente è totalmente immersa nella storia, ci sembra vera, ci crediamo senza sforzo, in modo facile, semplice, totale, tutto quello che non fa parte dell’episodio, anche solo qualcuno che passasse davanti per cercare il suo posto, rappresenta una distrazione dall’ipnosi. Ora crederemo invece a un altro tipo di ipnosi: Io posso riposare senza problemi io me lo merito, io me lo concedo! Se perdoni ti svegli alla vitalità. Se ti perdoni ti apri a ricevere tutte le meraviglie che l’Universo aveva nel suo magazzino per te, ma che non ti consegnava perché la tua volontà era testimoniare che a causa di qualcuno la tua vita era destinata alla sofferenza. Quale inutile scelta triste e limitante! Sorridi, ora non è più così, grazie a Dio e a Te. ESERCIZIO: Fai così, ogni volta che contatti pensieri che possono condurti alla sensazione di avere subìto qualcosa, che è già accaduto e che non puoi più cambiare, dì a te stesso: “Questo pensiero lo rifiuto!” o anche: “Lascio andare questo pensiero!” o ancora: “Mi allontano da questo pensiero!” oppure: “Questo pensiero vittimistico finisce qui!”. E poi rimedia con una frase del tipo: “Scelgo un altro pensiero!” o anche: “In luogo di questi pensieri così bassi di energia, quello che scelgo di pensare è...” e aggiungi il pensiero più elevato che tu possa contattare in relazione a quella preoccupazione.

Tiberio Faraci 


QUINTA Suggestione: Gli spettatori in platea possono apparire un peso per l’attore protagonista o rappresentare il motore e la motivazione per cui vivere. Ma in talune rappresentazioni pure agli spettatori viene consentito di aggirarsi sul palcoscenico, anche se il loro ruolo resta di contorno e sarebbe ininfluente se al posto della signora bionda ci fossi tu. Resta comunque una recita, in cui continui a essere soltanto uno spettatore, anche se sei stato autorizzato a salire sul palco. Ma se una battuta appena detta (o una frase letta su un libro, magari questa che segue) ti risvegliasse dal sogno e ti ricordasse che quella è la “tua pièce”, che stanno parlando della tua vita, stanno recitando la tua storia, e stravolgono gli avvenimenti descrivendoti per quello che non sei, accetteresti di continuare ad aggirarti sul palcoscenico come un fantasma (solo loro non hanno ombre) o ti imporresti, pretendendo il ripristino della verità chiedendo che si attengano alle tue direttive, alle tue sensazioni, ai tuoi ritmi, alle tue scelte, visto che è della tua esistenza che stanno parlando? Ti imporresti? Ne avresti il coraggio? O veramente accetteresti di confonderti con il resto del pubblico pagante e alla fine dello spettacolo te ne andresti incrociando con gli occhi l’attore che ti interpretava, enfatizzando i tuoi difetti, le tue incapacità, rendendoti ridicolo, insopportabile, e che ora si sta prendendo gli applausi per essere stato così bravo a interpretare il tuo personaggio, la cui vita rappresentata è più misera di quanto non sia stata la tua nei momenti peggiori? Sì? Perché lo faresti? Lasci a quella compagnia di guitti il compito di rappresentarti? Di raccontare sconfitte che non hai mai subito? Magari prenderesti addirittura spunto da quel testo per rendere la tua vita più difficile ma più popolare? Non puoi più farlo perché ormai ti sei svegliato. È una fortuna invece che tu sia entrato in quel teatro e ti sia accorto di quanto stava organizzando alle tue spalle la parte peggiore di te! Che cosa farai allora per difenderti? Correrai alla polizia? Racconterai di una improbabile storia di diffamazione e di plagio specchiandoti negli occhi compassionevoli di chi ti ascolta? Quando qualcuno non ha più una vera ragione per vivere deve inventarsela o andare a riprenderne una nel passato. L’amore che proviamo per noi stessi dà la proporzione dell’amore che pensiamo di meritare di ricevere. E questa è l’autostima. Espandila subito! Decidere di dormire da questa notte è una decisione di Autostima! Quando il tuo cellulare è scarico provvedi subito a metterlo in carica, vero? Perché non intervenire per attuare una ricarica interiore che dipende solo da te? Non banalizzare la tua vita, cioè la possibilità che hai di risolvere i problemi e andare oltre, reso più forte dall’avere trovato e applicato soluzioni efficaci che hanno indicato nuovi orizzonti da raggiungere per sostenere i tuoi sogni e raggiungerli. Ora puoi prenderti cura di te stesso e andarti a prendere nel mondo quello che da tempo era tuo e ti attendeva e che presto farà parte del tuo presente: la vita che volevi!!! Ora devi cucirti un vestito da solo, in tutto il nostro lavoro è come se avessimo cercato tessuti e creato stoffe di ogni tipo, colorate e non; ora devi imparare a usarle, ad abbinarle, a integrarle fra loro per trasformarle in abiti utili per te e per gli altri. Anche se non sai cucire? Soprattutto se credi di non sapere cucire! Tu quando torni veramente? E forse è Dio stesso che te lo chiede, Dio che ti dice: “Ti aspetto da così tanto! Quando torni da me?”. In alcune religioni di radice orientale, si parla di “Visione” per descrivere

il concetto finale che consegue alla risoluzione che pone fine a una separazione avvenuta (e da noi scelta) quando ci siamo allontanati da Dio, dalla nostra dimensione divina. Se non dormi sei separato, occorre che ti ricongiungi con la tua parte luminosa. Varrebbe la pena di rifletterci, se ce ne fosse il tempo. Ma il tempo c’è grazie a Dio! Allearti con te stesso diviene una soluzione importante. Ora sai bene come si distingue un uomo dalle sue ombre e dal suo valore. E tu sei uno di quegli esseri speciali che se lo vorrà riuscirà a cambiare la propria realtà, migliorandola e realizzando i propri sogni.

OVVERO: Non c’è una differenza più importante che una per- sona possa desiderare compiere! Davvero ci sarebbero ottime possibilità di raggiungere quello che vogliamo se smettessimo di dirci che è troppo tardi per raggiungerlo. È questa la misura autocertificata della speranza o certezza, che avremo o meno di incontrare la possibilità di “entrare in amore” o dovunque a noi interessi arrivare. Sapere che il nostro posto c’era e c’è sempre stato e accettarlo come un conto in banca del quale non conoscevamo l’esistenza, una specie di deposito dormiente a nostro nome, bastava saperlo. Sarebbe bello anche per te, credo, sentirsi dire: “Signora, da noi c’è un conto a suo nome, quando può venire?”.

Nelle ultime notti hai dormito soddisfacentemente! E se scegli di vivere un’esistenza consapevole non puoi più tornare indietro e ricominciare a fare la vittima. Sei responsabile di te e di quello che ti accade intorno, totalmente, per attingere a tutte le possibilità che il tuo potere ti mette a disposizione ora e per sempre. Puoi salvare quello che è accaduto sul desktop della tua memoria, puoi riconoscere che hai ottenuto quello che volevi! Essere riconosciuti, riconoscersi... quanti vuoti permetterebbe di colmare quest’ azione che spesso ci attendiamo esclusivamente dall’esterno. Quanto, invece, potremmo supplire a quello che non accade nutrendoci da soli, aprendo il rubinetto della nostra “centratura”? È secco, dici? Vero è che quando lo aprivi in passato non arrivavano che poche gocce rimaste nei tubi, ma io credo che insieme abbiamo fatto un buon lavoro con questo viaggio. Allora: prova ad aprire ora e potresti stupirti di quanta “acqua fresca di consapevolezza” acquisita arrivi. E non è la cisterna sul tetto che si è riempita a causa delle piogge (durerebbe poco). Pensa piuttosto che quello che è accaduto è dovuto a uno splendido collegamento con una fresca e inesauribile sorgente di montagna. Una congiunzione che ti occuperai di mantenere pulita ed efficiente, che meraviglia! Anche tu a volte ti concedi poche possibilità di riuscita e ti attribuisci così indirettamente poca credibilità? Eppure un tempo, a voce bassa, a qualcuno avevi detto: “Io sono unico”, ma quando eri da solo non te la potevi raccontare. Ora ti è chiaro che se davvero avessi pensato di essere unico i risultati sarebbero stati sicuramente altri. Ma in questo momento e finalmente lo pensi veramente? Sono stati pur sempre tentativi preziosi, in passato, considerando che in circostanze simili ti saresti nascosto così bene che nessuno ti avrebbe più trovato per un bel po’ di tempo, a volte neanche tu sapevi dove eri finito. È più emozionante riconoscere la tua esistenza se sei consapevole che la stai scrivendo. Non mi è piaciuto lo spettacolo? Ma io sono il regista e lo scenografo e l’autore, il protagonista e il suggeritore e allora sono assolutamente responsabile se non faccio nulla, se non la miglioro. Ti sembra difficile? Ti verrebbe da lasciar perdere? Io ho un’idea migliore allora: rivolgiti alla parte migliore di te, la tua parte illuminata, allineati con le percezioni migliori che affiorano nel tuo sentire, c’è una parte di te che sa che cosa è il meglio per te, lo ha sempre saputo e lo saprà sempre, non dimenticarti di lei, altrimenti anche lei si dimostrerà noncurante con te. E se non ci sarà più frequentazione tra voi, il tuo ego per festeggiare farà in modo

che sia indetta una Festa Nazionale nel Paese delle Ombre. Ma se invece riallaccerai la frequentazione lei si riattiverà subito e saprai allora decidere sempre il meglio per te. Fai appello a tutte le risorse contattate nei tuoi momenti migliori, crea o ripristina la tua importanza ora! Al mattino poi possiamo fare qualcosa che ci faccia sentire concentrati e potenti. Crea un luogo di potere nella tua casa o nel tuo giardino, un luogo dove ti connetti con la tua anima e con le tue attitudini e talenti, dove ti ricordi che, sotto molti aspetti, sei ricco, che hai molto amore intorno e molta prosperità. Magari ti potrai anche ricordare di avere un potere di acquisto importante, guardando una banconota di grosso taglio che puoi anche portare con te ogni giorno e che in tre quarti del pianeta avrebbe un valore incredibile e tu sai che puoi, potresti spenderla se lo volessi. Ognuno può fare un esercizio di questo tipo, scegliendo di portare con sé una banconota del taglio che fino a quel momento avrebbe ritenuto rischioso perdere. Non importa di quanto sia. Chi è abituato ad avere poche monete in tasca, potrebbe sentirsi più ricco già avendo con sé una banconota da dieci euro e così via in proporzione. Tu quando torni veramente, quando torni a casa? E forse è Dio stesso che te lo chiede e che ti dice: “Quando darai finalmente le cose che sei in grado di dare? Quando dirai a tutti che sei il mio unico figlio? Quando ti comporterai di conseguenza? Quando ti concederai il riposo di cui hai bisogno? Quando accetterai il potere e la disponibilità a cui potresti attingere, se tenessi conto della tua provenienza e del tuo lignaggio?” Ora potrai rivolgere a te stesso le più belle parole d’amore che hai mai sussurrato a qualcuno: “Ti amo tantissimo” - “Ho bisogno di Te” - “Senza te tutto sarebbe inutile” - “Sei la mia anima” - “Solo con te e quando sei tra le mie braccia mi sento di vivere” o cose di questo genere, le frasi insomma che abbiamo detto, forse sì o forse no, nei momenti in cui qualcuno ci ha, come si dice in questi casi, fatto perdere la testa e acceso i sensi. Sii presente a te stesso come davanti o in prossimità di un valore immenso. Come quando ti prepari a vedere una delle meraviglie dell’umanità che sono tutelate in molti modi, un’opera d’arte unica e universalmente (ri)conosciuta.

OVVERO: Se ci atteggiassimo così costruiremmo facilmente il modo di attirare e sentirci meritevoli delle stesse cose o di più. Ma di più possiamo! E allora cambiamo idea. Se io ti dicessi: “La persona più importante per te a livello affetti- vo...”, di chi stiamo parlando? Di chi parleremmo subito dopo? Di un tuo ex di tanti anni fa, dici? Di tua mamma? Dei tuoi figli? Della signora del terzo piano? Del tuo insegnante di latino delle medie? E tu? Dove sei? Dove sei tu in tutto questo? Siamo noi stessi la persona che cerchiamo al fine di potere essere amati come pensiamo di meritare, e di renderci disponibili ad amare come sentiamo di essere capaci di fare. Aprire le finestre che si spalancano sull’autenticità della disponibilità e chiudere le finestre che si affacciano sul campo desolato della tristezza e della chiusura. Così sarai al sicuro dalla gelosia, poiché si è esitanti, incerti, quando si è convinti che noi non potremo avere qualcosa, o meritare quella persona che magari invece è già al nostro fianco e non chiederebbe niente altro che di restarci.

ESERCIZIO: Diventa un precursore, fai in modo di arrivare per primo e riposato nel futuro! Qual è il risultato che veramente vorresti ottenere ora? Descrivilo nei particolari. Con quale sequenza di azioni potresti ottenerlo? Che cosa avresti paura di contattare se ti autorizzassi a farlo? Occorre ora che provi a cambiare pensieri su tutto quello che emerge di

negativo. Che cosa non vorresti sentire? Sostituisci possibilmente quello che emerge con propositi e pensieri rassicuranti. Una delle ragioni per cui io ho visto un vantaggio nel rallentare questo progetto è... (Anche su queste ragioni è necessario riuscire a cambiare i pensieri che contatterai). E un’altra... e un’altra... e un’altra... Quali sono i miei veri pensieri che hanno provocato questa empasse? (Verificare se e perché non sono più validi). Quali sono invece ora i miei pensieri su questa situazione? Cambia i pensieri su tutto ciò che di negativo emerge, è importantissimo che tu lo faccia! Rispondi a questa domanda: “Quello che più mi fa paura è...”. Progetta i punti su cui lavorare per superare questi timori e quelli su cui ti aspetti un’intuizione dall’alto (dall’alto di te). Da quella parte Sacra che convive con te e che quasi mai ha maniera di manifestarsi! Solo noi abbiamo il potere di delegittimare i limiti che avevamo posto.

Sii attento e fecondo, pronto a riprodurre i tuoi pregi e talenti e a metterli a disposizione di tutti, a sapere trovare il modo di condividerli, di trasformare così le tue competenze in servizio, sentendoti davvero parte di un insieme. Quando si fa qualcosa che amiamo, con passione, sentiamo di avere la motivazione giusta per agire con successo. Ecco cosa mancava, una specie di “umidità di amore”, una freschezza intorno a te che ti fa sentire di essere in un mondo di fiaba come un piccolo insetto che riposa in una foglia sicura che lo avvolge tra i profumi e i colori assopiti del bosco con una lontana lucina che è quella delle stelle! Buona notte!

Tiberio Faraci